Mic.pensieri, nel vento,
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lunedì, agosto 14, 2006 |
LETTERINA DI AUGURI Caro cucciolo del tuo papà, oggi compi dieci anni, tanti come tutte le dita di tutte e due le tue mani. In realtà, il motivo (per cui il dieci è importante) è soltanto questo, ma, insomma, si tratta pur sempre di un compleanno importante: la tua prima cifra tonda. Non saremo insieme, purtroppo, in questa giornata, ma spero che il fatto di essere circondato da cugini e zii vari, un paio di nonni e un paio di bisnonne che ti adorano, a Bellamonte in mezzo ai nostri boschi pieni dei nostri porcini, non ti faccia sentire troppo la mia mancanza. A proposito di porcini, ho saputo dalla mamma che ne hai trovati di bellissimi, ieri, salendo verso il lago Cece. Bravo Nico, mi compiaccio con te, mi fai sentire molto orgoglioso. E le nonne -cioè, le tue bisnonne- tutte e due, hanno tenuto a dirmi quanto affettuosi con loro siete stati, tu e quell'altra delizia di tua sorella Giulia, al vostro arrivo a Bellamonte. Sei proprio un bravo bambino - quasi ragazzino. Te lo dico da qui proprio oggi (anche se te l'ho detto già tante di quelle volte...): così se qualcuno legge ti può fare i suoi auguri anche lui, o lei. L'anno prossimo -prometto- troverò il modo di passare questa giornata tutti insieme. Almeno, farò il possibile per trovarlo. Buon compleanno, mio piccolo grande Nico! Il tuo papà fortunato posted by isman | 14/08/2006 09:31 | commenti (5) |
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martedì, giugno 13, 2006 |
ASSENTEISMO, SCIOPERI, DIROTTAMENTI Questo mio povero blog lo sto proprio bistrattando: già che faccio l'assenteista, qualche volta sono in vacanza, altre in sciopero. Ora siamo al dirottamento, perfino: ho scritto e credo che scriverò qualcosa sui miei piccoli viaggi a bordo del veliero Gaea, pubblicandoli su www.gaea.splinder.com. Chi volesse leggerli, li può trovare lì. posted by isman | 13/06/2006 15:37 | commenti |
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venerdì, maggio 12, 2006 |
COMPAGNO PRESIDENTE Ho un piccolo aneddoto da raccontare e lo faccio da qui. Circa dieci anni fa si sposava una grande amica mia, col suo fidanzato di sempre: due giovani intellettuali figli di quel Sud intellettuale e illuminato che si capisce che in quel luogo - a Napoli - si respira l'aria di una vera capitale europea, mica come a Roma. C'era Antonio Bassolino, sindaco in fascia tricolore ma, prima ancora, amico di famiglia (acquisito, lui che è figlio del popolo e viene dall'entroterra, dalla pianura - "pa 'a chiana"). C'era un sacco di gente, accorsa al Maschio Angioino a salutare quei due sposi. C'ero anch'io, giovane padre con mia figlia Giulia allora cucciolotta, un concentrato di dolcezza con due occhioni così. La cerimonia durò un bel po' perché Bassolino la tirò per le lunghe con un discorso agli sposi che partiva da lontano, pieno di parole importanti, a tratti commoventi, a tratti spiritose, affettuose. Giulia fu buonissima, come suo solito, compresa in quel ruolo importante di invitata a nozze, nel suo vestitino da brava bambina che ricordo blu. Fu forse anche per via di quella sua deliziosa, impeccabile condotta, che sedusse il signore seduto accanto a noi: dal quale ricevette complimenti, sorrisi, perfino una carezza. Quel corteggiatore galante era Giorgio Napolitano, undicesimo Presidente della Repubblica. posted by isman | 12/05/2006 02:44 | commenti (2) |
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martedì, febbraio 21, 2006 |
“Vorrei scendere e camminare e abbracciare il vento, ma non posso. Mi piacerebbe andare incontro al temporale correndo, ma non posso. Vorrei innalzare un inno a questo spettacolo meraviglioso, ma le parole mi nascono nel cuore e mi muoiono in bocca. Dovrei essere uno spirito libero per poter gioire, ora. Sono invece un uomo provato dalla Sofferenza e dalla perdita della Speranza. Non sono solo, ma provo solitudine. Non è freddo, eppure provo freddo. Tre anni fa mi sono ammalato ed è come se fossi morto. Il Deserto è entrato dentro di me, il mio cuore si è fatto sabbia e credevo che il mio viaggio fosse finito. Ora, solo ora, comincio a capire che questo non è vero. La mia avventura continua, in forme diverse, ma indiscutibilmente continua. Nove anni fa, nel Deserto del Sahara, stavo cercando qualcosa. Credevo di essere alla ricerca di me stesso e mi sbagliavo. Pensavo di voler raggiungere un traguardo e mi sbagliavo. Quello che cercavo non era il mio ego o un porto sicuro, ma una rotta verso quella terra per me così lontana dove abitano Amore e Speranza.” Luca Coscioni. posted by isman | 21/02/2006 20:16 | commenti |
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sabato, gennaio 28, 2006 |
LA MIA AMICA LIA, E IL MIO PAPA' http://www.arengario.net/poli/poli253.html : a questo indirizzo, trovate un lungo articolo sul "giorno della memoria", molto bello, molto interessante, molto giusto, che la mia amica di sempre Lia Tagliacozzo ha scritto e che il mio papà ha pubblicato, sul "suo" giornale elettronico L'Arengario. posted by isman | 28/01/2006 10:41 | commenti |
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PER RICREARE DAGLI ABISSI UN MONDO NUOVO "Imparare la Memoria", è titolo e filo conduttore dello spettacolo teatrale offerto oggi 27 gennaio a Roma dalla trasmissione Fahrenheit di Radio3 Rai: una lunga diretta, dalle tre alle sette del pomeriggio, condotta (magistralmente, come sempre) da Marino Sinibaldi e mandata in onda dalla stessa emittente. "Voci, testi e riflessioni che incrociano la vicenda della Shoah con i grandi temi del nostro presente". C'entra, certo, riguardo a questo argomento quell'ingombrante cinquanta percento di sangue ebreo che scorre nelle mie vene; e io sono uno che considera il ricordare una fortuna e una ricchezza, pure dolorosa, a volte, e al contempo una condanna, e al contempo un dovere. Ricordare, poi, ha due significati. Il primo è al passivo: accade un evento del quale sono protagonista, o testimone diretto, oppure indiretto, e ne conservo nella memoria la cognizione; che poi in realtà ciò che conservo è la mia elaborazione, dell'evento o meglio della mia testimonianza, e dunque tanto passivo il ricordare non è e non può essere. Il secondo modo del verbo ricordare consiste nella trasmissione, della memoria, a qualcun altro; della sua ripetizione, insistente, affinché non la si possa dimenticare. Ebbene proprio per ricordare (per la fortuna, la ricchezza, la condanna, e il dovere di 'ricordare'), ho voluto partecipare di persona allo spettacolo di Fahrenheit, oggi pomeriggio a Torbellamonaca: un bel teatro - con molte poltroncine vuote, purtroppo - nel cuore dell'omonima banlieue nostrana nel profondo Est della Capitale. La poca pioggia e il vento gelato che ho preso venendo in motocicletta dalla Tuscia è poca cosa davvero, è nulla anzi, di fronte alla drammaticità e all'importanza delle parole che ho udito, alla meraviglia della musica eseguita dal vivo, alla bravura degli attori e alla bellezza dei testi che hanno recitato, al coraggio e al candore dei liceali di ritorno dai Campi. "Per ricreare dagli abissi un mondo nuovo", sono parole di Etty Hillesum, alcuni brani dal diario della quale e da alcune lettere, Maria Grazia Mandruzzato, bravissima, oggi ha ricordato per tutti quelli - pochi a Torbellamonaca, tanti mi auguro alla radio - hanno voluto ascoltarla. posted by isman | 28/01/2006 00:25 | commenti (2) | |
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giovedì, dicembre 15, 2005 |
"NON E' PIU' QUESTIONE DI TAV, MA DI DITTATURA" la testimonianza di don Daniele, prete in Valle Susa Si subodorava che sarebbe finita in modo violento, ma mai come sta finendo in queste ore. I presidianti di quello che è stato soprannominato il villaggio gallico questa notte, passata la grande affluenza e le grandi feste a base di sci di fondo, balli occitani e vin brulè del week-end, sono solo più una cinquantina di turno questa notte. Che non sarebbe stata una notte normale lo si poteva pensare, qualche avvisaglia c'era. Infatti ho fatto circolare un sms in serata avvisando tutti di tenere i cellulari accesi e a portata nella notte. Un amico era su ed aveva istruzione di dare l'allarme a qualsiasi ora del giorno e della notte. Non vado a dormire tranquillo. Alle quattro la chiamata: "sono a Venaus, stanno picchiandoci tutti a sangue" Si fanno partire tutti gli sms alle persone operative. Ci si sente per trovarsi all'ospedale di Susa. Ci si veste e via, nella notte. A Susa vediamo arrivare un'autoambulanza inseguita da due pattuglie digos. Entriamo nel pronto, c'è un'infermiera e quattro carabinieri armati di tutto punto con in bella mostra una sbucciatura a testa. Uno parla: "ci hanno aggrediti" e giù tutti e quattro a ridere. Discutiamo animatamente, appoggiati dall'infermiera, e ce ne andiamo verso Venaus. L'unica strada libera viene da Giaglione. Polizia ovunque. Sono le 5 e qualche centinaio di persone si assiepa davanti ai militari in assetto antisommossa. Lontane le urla strazianti dei presidianti. Telefono all'amico assediato: racconta che sono circondati nel prato. Alle 3.30 è partito il blitz: le forze dell'ordine hanno svegliato a calci e manganellate sulla tenda chi dormiva nella tenda. Il vicequestore Sanna, in preda a delirio da coca o amfetamine, sale su una ruspa e sprona il macchinista contro la barricata con la gente sopra, urlando gli uomini "ammazzateli tutti" (registrato con un telefonino, spero che quell'uomo possa pagare per quello che ha fatto). A quel punto gli assediati son o in due gruppi in due prati, stretti e colpiti ripetutamente da manganellate e calci, a difendersi con le mani in alto. Le ambulanze dopo un'ora finalmente permettono di soccorrere i feriti. Giornalisti manco a dirlo tutti assenti. Un signore conosciuto al presidio con cui abbiamo fatto mezza giornata di pulitura dei prati dai rifiuti di plastica, una delle persone più pacifiche che abbia mai conosciuto, è stato duramente colpito in testa ed alla nuca. Arriviamo che il cordone della polizia si stringe di colpo contro di noi per fare passare i mezzi di rinforzo per massacrare ancora i 50 poveracci ostaggi nei prati. Non ci muoviamo e stiamo con le mani in alto. Quello davanti a me con lo scudo inizia a spingere con violenza e quelli dietro a colpire con il manganello. Schivo i colpi, ma la rabbia è infinita. Pensionati iniziano a lanciare sassi, tutti colpiscono a calci il pullman. Le botte aumentano, poi passati i mezzi si fermano. Arrivano gli assediati, rilasciati. Il terrore è nei loro occhi, molti sragionano e quasi tutti hanno preso botte. La gente è sempre più inferocita, gli sms girano per tutta la valle. Un signore con il cappello da alpino colpito nella carica si contorce a terra per mezz'ora, poi la polizia lascia passare i barellieri ma non l'ambulanza, lontana. Nella giornata si susseguiranno le voci di un coma, ma per conoscenza scopriamo che non è vero. In molti abbandoniamo Venaus, tutte le fabbriche, le scuole, i negozi sono in sciopero. Si organizzano i blocchi: autostrada a Venaus: arrestati tutti subito. Bussoleno strade e ferrovia Susa autostrada S. giorio autostrada Avigliana ferrovia Almese autostrada Noi andiamo a Bussoleno. C'è gente che prepara barricate, la polizia arriva, poi si ritira, poi arriva dall'altra parte. Qui c'è una barricata, arrivano armati fino ai denti, si fermano dietro alla barricata. Iniziano a sradicarla. Qualcuno butta palle di neve, poi due copertoni, poi la carica su donne, uomini, vecchi con le mani alzate. Chi ha la macchina fotografica viene colpito all'apparecchio e poi alla testa. Una coppia di ragazzi sui 35 anni (lui e lei) rimangono in mezzo, pestati da 4 poliziotti evidentemente sotto l'effetto di droghe. Tutti accorrono, gridano, le prendono. Botte, botte, botte. Arrivano notizie dagli amici di pestaggi violenti a San Giorio, Avigliana (voce di un morto, da confermare), Susa, Almese, con i parroci in testa. Barbara Debernardi, sindaco di condove, ha la faccia nera per i pestaggi sul naso. Arriva notizia che i pensionati a San Giorio stanno facendo barricate sull'autostrada abbattendo alberi e guardrail. Hanno bisogno di aiuto, moltissimi accorrono. Ora (16.28 ) sono qui per far sapere al mondo ciò che sta accadendo, amici sono a San Giorio, dove mi dicono che continuano le cariche ed i pestaggi sulla popolazione inerme, migliaia di persone. Fate girare, per favore. Il tutto sta avvenendo nel silenzio dei media, complici, con l'assenso di buona parte delle forze politiche ed il colpevole silenzio di quasi tutti i nostri concittadini italiani. Per un'opera pericolosissima per la salute (vedi www.legambientevalsusa.it ), inutile per i trasporti (vedi articolo di Marco Boitani su lavoce.info, riportato sul sole 24 ore e corriere della sera) ed utile solo a rubare agli italiani l'equivalente di 4 ponti sullo stretto, da parte di cooperativa rosse (CMC, ravenna), FIAT, ENI, rocksoil (della moglie del ministro Lunardi, scava in Francia) VERGOGNA! Per favore, fate girare!!!!!! Non è più una questione di TAV, ma di dittatura. don Daniele posted by isman | 15/12/2005 02:47 | commenti |
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lunedì, dicembre 12, 2005 |
COME LA PENSO sulle unioni di fatto, il matrimonio, i pacs etero e omosessuali e via discorrendo. La penso che lo Stato laico, laicamente dovrebbe consentire, riconoscere, e (forse) promuovere unioni solidali fra cittadini, stabilendone poche, certe e semplici regole e meccanismi di funzionamento. Ovviamente (per come la penso io, per come credo di pensarla) benvengano le unioni fra persone dello stesso sesso, al pari di quelle fra coppie eterosessuali. Meno ovviamente - bisognerebbe affrontare approfonditamente l'argomento, nient'affatto banale; dunque soltanto forse - benvengano anche le unioni fra più di due persone. Via il matrimonio legale, brutto surrogato soltanto aconfessionale di quello religioso (e via, di conseguenza, anche la bruttura del divorzio). Via ogni residua differenza - a partire dalla definizione stessa - tra i figli legittimi e quelli non legittimi ("naturali" dal 1975): una forzatura, una stortura, un obbrobrio anacronistico sia dal punto di vista culturale che da quello, se mi è consentito, filosofico e giuridico (i figli sono una fonte di felicità per chi li fa nascere, gli sta accanto, li accompagna nel loro crescere, ma sono anche una ricchezza per tutta la comunità, un "investimento": e come tale, anzitutto, andrebbero considerati nel fare i conti e le leggi finanziarie, del tutto indifferentemente al fatto che siano nati all'interno di una famiglia tradizionale oppure no). Chi è religioso, oppure no ma si vuole sposare, resta e resti libero di farlo secondo il rito e il culto che gli pare, ci mancherebbe (libero persino di inventarselo da sé, il suo rito personale). Allo Stato laico, alle carte d'identità, non deve importare. Se, poi, si vuole dedicare e limitare la propria sessualità al solo fine della procreazione oppure no o per nient'affatto, o se si vuol essere monogami a vita oppure no o per nient'affatto, questa si chiama libera scelta: che è sempre più bella, nobile, preziosa, rispetto alla non scelta guidata da regole dogmatiche imposte da qualcun altro. posted by isman | 12/12/2005 15:11 | commenti |
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mercoledì, novembre 30, 2005 |
AH CHE COSA SIMPATICA HO APPENA RITROVATO
Il Lonfo non vaterca né gluisce e molto raramente barigatta, ma quando soffia il bego a bisce bisce sdilenca un poco e gnagio s'archipatta. E' frusco il Lonfo! E' pieno di lupigna arrafferia malversa e sofolenta! Se cionfi ti sbiduglia e ti arrupigna se lugri ti botalla e ti criventa. Eppure il vecchio Lonfo ammargelluto che bete e zugghia e fonca nei trombazzi fa lègica busìa, fa gisbuto; e quasi quasi in segno di sberdazzi gli affarferesti un gniffo. Ma lui zuto t' alloppa, ti sbernecchia; e tu l'accazzi. (Fosco Maraini) posted by isman | 30/11/2005 14:54 | commenti (3) |
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sabato, novembre 19, 2005 |
IO STO CON LE PERIFERIE "Io sto con le periferie", recita l'etichetta adesiva che il mio amico Michele-come-me mi ha chiesto di disegnare per il suo blog, con l'intenzione di diffonderla a macchia d'olio ovunque possibile attraverso la Rete. Gliel'ho fatto volentieri, questo piccolo regalo che non serve a niente, perché io la penso come lui. Fra trecento o cinquecento giri di questo pianeta intorno alla stella Sole, sui libri di storia si studierà (ammesso che ancora propriamente dai libri, allora, si apprenderà ciò che è accaduto nel passato) che intorno agli anni cosiddetti duemila, moltitudini di persone conducevano una vita insensata, nascendo, vivendo (malvolentieri, mediamente) e morendo (disperate, mediamente) ammassate l'una sull'altra dentro ad altrettanto insensate, brutte, disumane, enormi periferie sorte in quattro e quattr'otto attorno alle antiche città (soffocandole), in una ingovernabile reazione a catena seguita a certe importanti innovazioni nel campo della tecnologia e in quello dell'economia... Non affermo che facciano bene tout-court, i ragazzi delle periferie francesi, a incendiare automobili a casaccio e scontrarsi coi poliziotti; penso e affermo però che è naturale, che un essere umano si ribelli quando si accorge che la sua vita è insensata, che le condizioni del suo esistere sono disumane, e che è illusorio, e privo di fondamento, anche il semplice appigliarsi alla speranza. Tanto naturale, che diventa necessario. posted by isman | 19/11/2005 10:42 | commenti (1) |