Mic.pensieri, nel vento,
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mercoledì, febbraio 25, 2004 |
Ancóra ALTOMONDO (informazione pubblicitaria) ‘Ciàspole’ sono, in dialetto trentino, le racchette da neve. Una volta erano fatte a forma di fagiolo, in legno di frassino piegato con l’acqua calda, e i legacci erano di budello e di cuoio. Oggi sono diventate un attrezzo tecnologico: fabbricate in serie con materiali compositi, leggerissime, ergonomiche, colorate, ramponedotate... Sabato 6 e domenica 7 marzo AltoMondo propone una ‘CIASPOLATA CON LA LUNA ’ nel gruppo del Velino, in Abruzzo: da Campo Felice al rifugio Vincenzo Sebastiani al Colletto di Pezza, quota 2102 (ne ho già parlato in questo blog). Partiamo da Roma nel pomeriggio, in modo di trovarci a camminare fra il tramonto e la notte. Ci sarà la luna piena e, garantisco per averla vissuta più volte, si tratta di un’esperienza bellissima. Le torce elettriche di solito si accendono soltanto nel passaggio dentro il bosco, se fosse già buio. Più in alto non servono più: la luce della luna, rimbalzata e amplificata dalla neve, è tanto forte che sembra giorno. Un ‘giorno’ strano, in cui si vede tutto distintamente, ma in bianco e nero. La neve dura scricchiola sotto le racchette, l’aria è fredda ma secca, e camminando ci si riscalda al punto di spogliarsi fino alla camicia... In circa quattro ore di marcia si raggiunge il rifugio; i gestori saranno già su, a riscaldare e a preparare la cena. (Riscaldare per modo di dire: portatevi indumenti caldi e il sacco-piuma!) L’indomani, domenica, a seconda anche delle condizioni della neve, dopo colazione faremo una breve escursione, per poi ridiscendere a valle e rientrare a Roma presto (risparmiandoci fra l’altro le code degli sciatori...). Quota di partecipazione: 65 euro inclusa la mezza pensione al rifugio, più, eventualmente, altri 10 euro per l’affitto delle racchette da neve. Info: canyoning@altomondo.com (anche se il canyoning stavolta non c’entra davvero niente...) Iscrizioni entro venerdì 5 marzo. Per sabato questo (28 febbraio) è in programma l’escursione al monte Circeo, saltata domenica scorsa per via del maltempo. Domenica 29 andiamo alle gole del Biedano, nel viterbese: una interessante e facilissima escursione (in discesa), in mezzo al verde e a mille tracce di civiltà del passato: fra tagliate etrusche, antichi mulini, grotte, acquedotti scavati nella roccia, cascate, pesci... Iscrizioni, anche in questo caso, entro il giorno precedente. Sulle ciaspole: http://www.caimantova.it/ciaspole.htm Sul rifugio Sebastiani: http://rifugiovincenzosebastiani.it Il sito, in embrione, di AltoMondo: www.altomondo.com posted by isman | 25/02/2004 13:06 | commenti (11) |
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giovedì, febbraio 19, 2004 |
INFORMAZIONE PUBBLICITARIA: Domenica con AltoMondo sul monte Circeo Domenica (questa qui vicina, il 22 febbraio) AltoMondo va sul monte Circeo: si tratta di una bella passeggiata alla portata di tutti, in mezzo alla macchia mediterranea (mirto e rosmarino sono in fiore!), con qualche semplicissimo passaggio in cui è necessario usare le mani (oltre ai piedi, si intende). Dislivello, 500 metri circa = un paio d’ore di salita. Dalla cima (che è un comodo terrazzo erboso, ideale per il pranzo al sacco) c’è un gran bel panorama: sui laghi litoranei e sulla piana Pontina, da una parte (da Latina fin giù a Terracina); su un azzurrissimo mare Tirreno con le isole Ponziane, da quell’altra. A seconda di quanti saremo e di quanto... ‘disinvolti’ o meno, faremo l’intera traversata in cresta, da Punta Rossa a Torre Paola, oppure no. Nel caso del no, nei pressi di Punta Rossa (che sarà punto di partenza e anche di arrivo) ci son due grotte sul mare molto belle e molto interessanti: portatevi una torcia elettrica, se ce l’avete. Nella grotta delle Capre, in particolare, c’è una cosa molto sfiziosa da vedere - io la conosco perché il mio amico Fabrizio, che di mestiere fa il geologo, una volta me la mostrò-: un evidentissimo ‘solco di battente’, 9 metri e mezzo sopra l’attuale livello del mare, risalente al periodo eutirreniano (130.000 - 100.000 anni fa) quando faceva ancora più caldo di oggi e il livello del mare per questo era più alto; al di sotto di esso, i fori lasciati da migliaia di molluschi litodomi (progenitori degli odierni ‘datteri’) fanno assomigliare la roccia calcarea a un enorme pezzo di formaggio... Si parte alle otto e mezza da Roma, in macchina; si torna per le cinque del pomeriggio. ((( La quota di partecipazione è di 15 euro a persona, più dieci euro una tantum per la tessera associativa, che include la copertura assicurativa e l’accesso a tutte le iniziative di AltoMondo per l’anno in corso. Spese di viaggio e pranzo al sacco sono esclusi. Bambini (non più piccoli di 8 anni e abituati a camminare, please!) e cani (di qualsiasi età) sono ammessi e anzi graditissimi: i cani non pagano nulla, i bambini soltanto la tessera associativa. Bisogna iscriversi entro sabato mattina (per via dell’assicurazione: devo inviare il fax non oltre sabato): per e-mail: m.isman@agora.it (dovete indicare i seguenti dati: nome&cognome, luogo e data di nascita, indirizzo di residenza); per telefono: 0761,600436 oppure 380,5104878 ))) posted by isman | 19/02/2004 16:21 | commenti (3) |
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domenica, febbraio 15, 2004 |
CRAPE PELATE A Marco Pantani io ero affezionato –se posso dire così anche non avendolo mai conosciuto di persona– , e credo di dovergli un grazie particolare. Proprio io che non amo troppo lo sport, né quello praticato né tanto meno quello guardato alla televisione. Ma quel giovane uomo di provincia, non simpatico, bruttino con quella sua crapa pelata e le orecchie a sventola, nella primavera di sei anni fa fu capace di tirarmi fuori una gran passione: era uno spettacolo, un vero spettacolo e un’emozione, vederlo quando gettava a terra la sua mitica bandana (era quello, il segnale) e partiva come un razzo su per salite pazzesche lasciando tutti gli altri come dei coglioni, con le gambe cotte e la lingua di fuori. Sì, ma il doping? Ma va là, dopati lo erano e lo sono tutti; e da sempre; e si sa. E' la macchina dello sport in sé, per come funziona, che lo determina. Forse lo esige. Ed essere beccati, oppure no, non equivale a essere dopati, oppure no. E' piuttosto una questione di culo / sfiga, quando dietro non si celino poi giochi e giochetti ancora più malati del doping. (Infatti io credo con convinzione che lo sport agonistico –e lo sport lo è, agonistico, intrinsecamente– sia in realtà una roba molto poco sana.) Ma lui era solo un ragazzo, un ragazzo giovane di provincia figlio del popolo, ed era capitato in quel giro lì. Ciascuno di noi, capita in un giro. A lui in più era capitato di essere un fuoriclasse, un campione con la stoffa dei campioni mitici di una volta, quando i corridori ciclisti partivano per le tappe con due camere d’aria a tracolla e i panini in tasca. Credo che uno così oltre a essere, per sorte, fisicamente molto dotato, debba averci pure qualche cosa di speciale nell’anima: essere un uomo fuori dal comune, nel bene e nel male. Come mi pare che quest’uomo abbia dimostrato di essere: sia nel bene, che anche nel male. Purtroppo. Il perché del mio grazie particolare a Marco Pantani –sarà una stupidaggine– ma sta nel fatto che in quella primavera del ’98, proprio mentre lui con la sua crapa pelata vinceva da eroe il Giro e il Tour, io con la mia altrettanto pelata della sua vincevo anch’io qualche cosa, anch’io la mia corsa a tappe pure se io gareggiavo da solo, senza alcuna telecamera a riprendermi che gettavo la bandana: contro me stesso e la malattia stronza che mi era cresciuta dentro. Alla mia nonna che non sapeva avevamo raccontato che mi ero rapato in omaggio a Pantani – un idolo, in quei mesi– e lei che è un’anima semplice se l’era bevuta. Ma dai! Sei più bello coi tuoi riccioli, mi diceva. A me piace pensare che la mia guarigione assomigli un poco a quelle vittorie di Marco sulle salite delle Alpi e dei Pirenei. E pure, chi sa, che quelle emozioni che lui inconsapevolmente mi regalò allora, mi abbiano fatto del bene. posted by isman | 15/02/2004 21:55 | commenti (5) |