Mic.

pensieri, nel vento,
di Michele Isman

[m.isman@agora.it]

giovedì, agosto 19, 2004

AVVENTURE ALIEUTICHE

Bella questa parola, alieutica (che significa riguardante la pesca). Me l'ha insegnata il mio omonimo Marziani, così come tante altre cosette, alieutiche e non. L'altro giorno ho fatto il permesso di pesca. Predazzo, 'tutte le acque', 14 euro e 50. Prima dell'alba ero già sull'Avisio, da solo, con gli occhi strabici nello sforzo di guidare nell'ancora buio le dita che tentavano di annodare il filo al cucchiaino. Al quinto lancio ha abboccato, sottoriva, questione di un attimo, adrenalina. Tirava forte, era buio ma ma l'ho vista arrivare: una Fario bellissima, bruna, con tanti punti rossi e neri, fitti. Più tardi l'ho misurata: trentasette centimetri. Poi più niente per un po'. Delle famose trote marmorate superautoctone padane nemmeno l'ombra. Verso la otto un'altra abboccata, una Fario chiara dai punti grandi e radi di un bel color rosso luminoso. Piccolina ma di alcuni centimetri oltre la misura minima. E poi per tirarla fuori l'avevo lanciata come un missile a cinque o sei metri dall'acqua, perché in quel punto non c'era modo di tirarla fuori diversamente...
Pomeriggio al lago di Fortebuso, con Nico, la sua canna e i suoi due nuovissimi Rapala, regalo dei Marziani per il suo comlpeanno.
Tanti pescatori, per lo più stanziali, col verme e in qualche caso anche le sedie a sdraio. Pescavano Iridee, belle sì, ma altrettanto finte. Una ha pure abboccato al nostro rapala, bella grossa, l'ho trainata abbastanza vicino da vederla per bene. Ma non sono stato abbastanza pronto a catapultarla sui cespugli e quella con un guizzo si è slamata. Amen.
La sera di nuovo giù sull'Avisio, ma si è trattato di una penosa semina di cucchiaini: tutti quelli che avevo appena acquistato a Predazzo dallo stesso venditore di permessi di pesca. Non dico quanti, mi vergogno. Nessun segnale di alcun pesce, come se ci fosse stata una sagra ittica da un'altra parte.
Ieri invece pesca cosiddetta sportiva a Lavazè, con i bimbi. Iridee grosse, affamate e un po' cretine, pescatori improvvisati (adultissimi!) che parevano un film di Stanlio e Ollio. Noi sempre col Rapala, per distinguerci. Pesca Giulia, prende. Pesca Nico, prende, ma indietreggiando sulla spiaggetta di sassi inciampa, cade e si ferisce a un ginocchio; la bestiola riesce a slamarsi sulla battigia e a balzi riguadagna il laghetto, la vita e la libertà, almeno provvisoria. Ripesca Nico, bella grossa stavolta. E stavolta non se la deve far scappare. Indietreggia, riinciampa sullo stesso masso, ricasca, si ferisce anche a un gomito. Si rialza e in un attimo è sul pesce, cerca di afferrarlo ma è il Rapala ad afferrare lui, un amo gli entra in profondità nel ditino e fuoriesce dall'altra parte del polpastrello. Lo tagliamo con le tenaglie (l'amo, non il ditino) e il resto del lavoro lo lasciamo fare al medico del Prontosoccorso di Cavalese. Tutto bene, diciamo.
Più tardi siam tornati su a riprenderci la canna, il Rapala mutilato e anche i pesci; anzi già che eravamo lì i cuccioli ne han pescati altri tre. Stasera li sfiletto, li infarino e li friggo nel burro.









 
mercoledì, agosto 04, 2004
INVITO A CENA

Estate, anche questo blog è in secca: capita, ‘de vez en cuando’.
Ma se ci fosse qualcuno che si ostina a passare di qua anche senza trovarvi, ripetutamente, alcuna novità, ebbene si merita come minimo un invito a cena: una cena con altissima probabilità di essere a base di funghi (e magari anche di trote), a Bellamonte (Dolomiti trentine) dove sto per trasferirmi e dove resterò fino alla fine di agosto.
0462,576385


 
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