Mic.

pensieri, nel vento,
di Michele Isman

[m.isman@agora.it]

domenica, ottobre 03, 2004
ALIEUNAUTA D’ACQUA DOLCE

Dopo aver fatto conoscenza, finalmente, con la famigerata trota marmorata dell’Avisio -settimana scorsa ne ho presa una, ‘pura’ (bellissima), e due robusti ibridi, tutti e tre chi più chi meno non molto al di sotto dei quaranta, tutti e tre rilasciati-, dopo aver trasportato a Roma -dal Trentino- nove trote in motocicletta (otto belle Fario di torrente e di lago alpino e una muscolosa iridea, dalla carne color arancio salmone, squisita), stasera poco prima del tramonto un bel luccio (http://www.ittiofauna.org/provinciarezzo/fauna_ittica/Schede/schedespecie/luccio.htm) ha abboccato al rapala sommozzatore che trainavo incrociando a vela con la Sabatina -la mia barca a vela Vaurien tutta di legno dalla pinna di deriva alla testa dell'albero-. Cercavo, compatibilmente coi capricci del vento, di navigare piano e in silenzio sulla verticale del gradino che, dalle acque basse in prossimità della riva del lago, sprofonda a diverse decine di metri di profondità. E' là, sul ciglio di quel gradino, che si appostano i grandi predatori del lago Sabatino (impropriamente chiamato ‘di Bracciano’) quando hanno voglia di far colazione.
Per poter impugnare la canna, il timone lo blocco con un grosso elastico, barra al centro. La barca governa da sola e anzi, per ‘guidare’ basta spostare il proprio peso un poco a dritta o a sinistra. Così la barca sbanda (cioè si inclina), sì che la sua parte immersa risulti asimmetrica, come una gondola, come una banana. Facile: no?
L’abboccata è violenta, e anche la ferrata, pronta. Prua al vento immediatamente, mollate le scotte delle vele (così la barca si ferma), incomincia la battaglia, con l'esocide che parte e strattona tosto e la frizione del mulinello che canta rilasciando metri di filo. Rimembranze Hemingueyane.
Altro che trote: il luccio sì che tira! E dopo un bel po’ di tira e molla, alla fine son riuscito a tirarlo in barca. 63 centimetri di denti affilati e pinne possenti. Livrea verde con macchie giallastre. Ora è nel freezer a pozzetto di Piero, qua sotto: stasera era il compleanno di Gianni e s’è mangiato porcetto.

(... Pescare. “E‘ una forma di resistenza al degrado e alla barbarie anche quella”: parole di Barbara, una mia amica che ha scelto di percorrere altre vie. Del tipo di queste: http://assopace.blog.tiscali.it )


 
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