Mic.pensieri, nel vento,
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venerdì, giugno 17, 2005 |
LA MIA NONNA SECOLARE
Molta acqua è passata, da quando questo blog è stato spento dal suo autore che sono io, perché sì, senza un motivo, a tempo indeterminato: sotto i ponti come suole dire e nello specifico anche sotto la carena di Gaea, la bella barca a vela dentro la pancia della quale mi trovo ora, l'alba di venerdì 17 giugno 2005, per l'ennesima volta a Ponza. Tra poco si dovrà levare ancora e andarcene, per consentire l'ormeggio all'aliscafo in arrivo da Formia. Ritiro su la saracinesca perché oggi è un giorno troppo importante per continuare a non farlo. Delle due nonne straordinarie che a quarantadue anni suonati tuttora mi permettono di fare (gioiosamente) il nipotino, quella nata prima delle due, la mamma della mia mamma, compie oggi cent'anni. (Cent'anni:) dà vertigini il semplice scriverlo. La nonna Adele nacque (eh sì, qui ci vuole il passato remoto), nacque infatti il 17 giugno dell'anno 1905, in una Monza che doveva essere molto diversa da quella che ho conosciuto io: un paesone coi campi coltivati tutto attorno, le industrie fumogene, i cavalli per le strade, le biciclette, la nebbia quella vera, il fiume Lambro che ci si faceva il bagno... Aveva su per giù all'età della mia bimba più grande, allo scoppio della Grande Guerra; ci fu la fame (la tante volte richiamata "fam del dersèt" - fame del 'diciassette). Il nonno Gibi, suo futuro marito, essendo dell'899 a quella guerra partecipò: bersagliere sul Piave che mormorava calmo e placido. Era figlia della buona borghesia di provincia la nonna; i suoi - il nonno Angelo, un barbone alla Giuseppe Verdi, e la nonna Rosa, che ho avuto la fortuna di conoscere e che ricordo bene - da Monza andavano alla Scala in carrozza. Frequentava le gite del CAI ed è forse lì che lo incontrò, più grande di lei di quasi sei anni, l'uomo che accompagnò poi lungo tutta la vita, il padre della sua unica figlia, Rosella, la mia mamma. Se la passava bene, la nonna in gioventù, ma questo non le risparmiò la seconda guerra: il suo compagno - ormai ultraquarantenne - fu richiamato capitano degli alpini e spedito nella carneficina della Russia; tornato a baita, in seguito fu partigiano: coi pericoli e le preoccupazioni che tutto questo deve aver comportato. Negli anni '50 grazie alle indicazioni dello zio Gigi, un cognato appassionato cercatore di funghi, i nonni scopersero e si innamorarono di Bellamonte. Molti anni dopo, proprio lì, fra le sue, fra le nostre montagne tanto amate, al nonno Gibi capitò di addormentarsi una sera per l'ultima volta, dopo una giornata trascorsa nei boschi, la consueta partita a scopa, il grappino. E' soprattutto lì, a Bellamonte, d'estate, che ho visto e frequentato la nonna negli ultimi vent'anni: gonna di velluto a coste larghe beige scuro, giaccavento, foulard, scarpe scamosciate, bastone da passeggio in lega leggera. Ed è lì che anche quest'estate rivedrò i suoi occhi luminosi e ancora bellissimi, e che come al solito mi farò raccontare, e raccontare... Farà forse meno passeggiate, quest'anno, la mia nonna secolare, per via di un femore operato da poco, ma, insomma, mi pare che ci si possa accontentare. Auguri, per questo tuo compleanno incredibile: tanti, commossi, pieni d'amore. (E, poiché sono marinaio) buon vento, nonna Adele. posted by isman | 17/06/2005 06:27 | commenti (9) |