Mic.

pensieri, nel vento,
di Michele Isman

[m.isman@agora.it]

sabato, gennaio 28, 2006
LA MIA AMICA LIA, E IL MIO PAPA'

http://www.arengario.net/poli/poli253.html : a questo indirizzo, trovate un lungo articolo sul "giorno della memoria", molto bello, molto interessante, molto giusto, che la mia amica di sempre Lia Tagliacozzo ha scritto e che il mio papà ha pubblicato, sul "suo" giornale elettronico L'Arengario.


 
PER RICREARE DAGLI ABISSI UN MONDO NUOVO

"Imparare la Memoria", è titolo e filo conduttore dello spettacolo teatrale offerto oggi 27 gennaio a Roma dalla trasmissione Fahrenheit di Radio3 Rai: una lunga diretta, dalle tre alle sette del pomeriggio, condotta (magistralmente, come sempre) da Marino Sinibaldi e mandata in onda dalla stessa emittente. "Voci, testi e riflessioni che incrociano la vicenda della Shoah con i grandi temi del nostro presente".
C'entra, certo, riguardo a questo argomento quell'ingombrante cinquanta percento di sangue ebreo che scorre nelle mie vene; e io sono uno che considera il ricordare una fortuna e una ricchezza, pure dolorosa, a volte, e al contempo una condanna, e al contempo un dovere. Ricordare, poi, ha due significati. Il primo è al passivo: accade un evento del quale sono protagonista, o testimone diretto, oppure indiretto, e ne conservo nella memoria la cognizione; che poi in realtà ciò che conservo è la mia elaborazione, dell'evento o meglio della mia testimonianza, e dunque tanto passivo il ricordare non è e non può essere. Il secondo modo del verbo ricordare consiste nella trasmissione, della memoria, a qualcun altro; della sua ripetizione, insistente, affinché non la si possa dimenticare.
Ebbene proprio per ricordare (per la fortuna, la ricchezza, la condanna, e il dovere di 'ricordare'), ho voluto partecipare di persona allo spettacolo di Fahrenheit, oggi pomeriggio a Torbellamonaca: un bel teatro - con molte poltroncine vuote, purtroppo - nel cuore dell'omonima banlieue nostrana nel profondo Est della Capitale. La poca pioggia e il vento gelato che ho preso venendo in motocicletta dalla Tuscia è poca cosa davvero, è nulla anzi, di fronte alla drammaticità e all'importanza delle parole che ho udito, alla meraviglia della musica eseguita dal vivo, alla bravura degli attori e alla bellezza dei testi che hanno recitato, al coraggio e al candore dei liceali di ritorno dai Campi.
"Per ricreare dagli abissi un mondo nuovo", sono parole di Etty Hillesum, alcuni brani dal diario della quale e da alcune lettere, Maria Grazia Mandruzzato, bravissima, oggi ha ricordato per tutti quelli - pochi a Torbellamonaca, tanti mi auguro alla radio - hanno voluto ascoltarla.


 
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