Mic.

pensieri, nel vento,
di Michele Isman

[m.isman@agora.it]

sabato, novembre 19, 2005
IO STO CON LE PERIFERIE

"Io sto con le periferie", recita l'etichetta adesiva che il mio amico Michele-come-me mi ha chiesto di disegnare per il suo blog, con l'intenzione di diffonderla a macchia d'olio ovunque possibile attraverso la Rete.
Gliel'ho fatto volentieri, questo piccolo regalo che non serve a niente, perché io la penso come lui.
Fra trecento o cinquecento giri di questo pianeta intorno alla stella Sole, sui libri di storia si studierà (ammesso che ancora propriamente dai libri, allora, si apprenderà ciò che è accaduto nel passato) che intorno agli anni cosiddetti duemila, moltitudini di persone conducevano una vita insensata, nascendo, vivendo (malvolentieri, mediamente) e morendo (disperate, mediamente) ammassate l'una sull'altra dentro ad altrettanto insensate, brutte, disumane, enormi periferie sorte in quattro e quattr'otto attorno alle antiche città (soffocandole), in una ingovernabile reazione a catena seguita a certe importanti innovazioni nel campo della tecnologia e in quello dell'economia...
Non affermo che facciano bene tout-court, i ragazzi delle periferie francesi, a incendiare automobili a casaccio e scontrarsi coi poliziotti; penso e affermo però che è naturale, che un essere umano si ribelli quando si accorge che la sua vita è insensata, che le condizioni del suo esistere sono disumane, e che è illusorio, e privo di fondamento, anche il semplice appigliarsi alla speranza. Tanto naturale, che diventa necessario.








 
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