Mic.

pensieri, nel vento,
di Michele Isman

[m.isman@agora.it]

giovedì, dicembre 15, 2005
"NON E' PIU' QUESTIONE DI TAV, MA DI DITTATURA"

la testimonianza di don Daniele, prete in Valle Susa

Si subodorava che sarebbe finita in modo violento, ma mai come sta finendo in queste ore.
I presidianti di quello che è stato soprannominato il villaggio gallico questa notte, passata la grande affluenza e le grandi feste a base di sci di fondo, balli occitani e vin brulè del week-end, sono solo più una cinquantina di turno questa notte.
Che non sarebbe stata una notte normale lo si poteva pensare, qualche avvisaglia c'era.
Infatti ho fatto circolare un sms in serata avvisando tutti di tenere i cellulari accesi e a portata nella notte. Un amico era su ed aveva istruzione di dare l'allarme a qualsiasi ora del giorno e della notte.
Non vado a dormire tranquillo.
Alle quattro la chiamata: "sono a Venaus, stanno picchiandoci tutti a sangue"
Si fanno partire tutti gli sms alle persone operative. Ci si sente per trovarsi all'ospedale di Susa.
Ci si veste e via, nella notte.
A Susa vediamo arrivare un'autoambulanza inseguita da due pattuglie digos. Entriamo nel pronto, c'è un'infermiera e quattro carabinieri armati di tutto punto con in bella mostra una sbucciatura a testa. Uno parla: "ci hanno aggrediti" e giù tutti e quattro a ridere.
Discutiamo animatamente, appoggiati dall'infermiera, e ce ne andiamo verso Venaus.
L'unica strada libera viene da Giaglione. Polizia ovunque.
Sono le 5 e qualche centinaio di persone si assiepa davanti ai militari in assetto antisommossa. Lontane le urla strazianti dei presidianti. Telefono all'amico assediato: racconta che sono circondati nel prato. Alle 3.30 è partito il blitz: le forze dell'ordine hanno svegliato a calci e manganellate sulla tenda chi dormiva nella tenda. Il vicequestore Sanna, in preda a delirio da coca o amfetamine, sale su una ruspa e sprona il macchinista contro la barricata con la gente sopra, urlando gli uomini "ammazzateli tutti" (registrato con un telefonino, spero che quell'uomo possa pagare per quello che ha fatto). A quel punto gli assediati son o in due gruppi in due prati, stretti e colpiti ripetutamente da manganellate e calci, a difendersi con le mani in alto. Le ambulanze dopo un'ora finalmente permettono di soccorrere i feriti. Giornalisti manco a dirlo tutti assenti.
Un signore conosciuto al presidio con cui abbiamo fatto mezza giornata di pulitura dei prati dai rifiuti di plastica, una delle persone più pacifiche che abbia mai conosciuto, è stato duramente colpito in testa ed alla nuca. Arriviamo che il cordone della polizia si stringe di colpo contro di noi per fare passare i mezzi di rinforzo per massacrare ancora i 50 poveracci ostaggi nei prati. Non ci muoviamo e stiamo con le mani in alto. Quello davanti a me con lo scudo inizia a spingere con violenza e quelli dietro a colpire con il manganello. Schivo i colpi, ma la rabbia è infinita. Pensionati iniziano a lanciare sassi, tutti colpiscono a calci il pullman. Le botte aumentano, poi passati i mezzi si fermano.
Arrivano gli assediati, rilasciati. Il terrore è nei loro occhi, molti sragionano e quasi tutti hanno preso botte. La gente è sempre più inferocita, gli sms girano per tutta la valle.
Un signore con il cappello da alpino colpito nella carica si contorce a terra per mezz'ora, poi la polizia lascia passare i barellieri ma non l'ambulanza, lontana. Nella giornata si susseguiranno le voci di un coma, ma per conoscenza scopriamo che non è vero.
In molti abbandoniamo Venaus, tutte le fabbriche, le scuole, i negozi sono in sciopero. Si organizzano i blocchi:
autostrada a Venaus: arrestati tutti subito.
Bussoleno strade e ferrovia
Susa autostrada
S. giorio autostrada
Avigliana ferrovia
Almese autostrada
Noi andiamo a Bussoleno.
C'è gente che prepara barricate, la polizia arriva, poi si ritira, poi arriva dall'altra parte. Qui c'è una barricata, arrivano armati fino ai denti, si fermano dietro alla barricata. Iniziano a sradicarla. Qualcuno butta palle di neve, poi due copertoni, poi la carica su donne, uomini, vecchi con le mani alzate. Chi ha la macchina fotografica viene colpito all'apparecchio e poi alla testa. Una coppia di ragazzi sui 35 anni (lui e lei) rimangono in mezzo, pestati da 4 poliziotti evidentemente sotto l'effetto di droghe. Tutti accorrono, gridano, le prendono. Botte, botte, botte.
Arrivano notizie dagli amici di pestaggi violenti a San Giorio, Avigliana (voce di un morto, da confermare), Susa, Almese, con i parroci in testa. Barbara Debernardi, sindaco di condove, ha la faccia nera per i pestaggi sul naso. Arriva notizia che i pensionati a San Giorio stanno facendo barricate sull'autostrada abbattendo alberi e guardrail. Hanno bisogno di aiuto, moltissimi accorrono.
Ora (16.28 ) sono qui per far sapere al mondo ciò che sta accadendo, amici sono a San Giorio, dove mi dicono che continuano le cariche ed i pestaggi sulla popolazione inerme, migliaia di persone.
Fate girare, per favore.
Il tutto sta avvenendo nel silenzio dei media, complici, con l'assenso di buona parte delle forze politiche ed il colpevole silenzio di quasi tutti i nostri concittadini italiani. Per un'opera pericolosissima per la salute (vedi www.legambientevalsusa.it ), inutile per i trasporti (vedi articolo di Marco Boitani su
lavoce.info, riportato sul sole 24 ore e corriere della sera) ed utile solo a rubare agli italiani l'equivalente di 4 ponti sullo stretto, da parte di cooperativa rosse (CMC, ravenna), FIAT, ENI, rocksoil (della moglie del ministro Lunardi, scava in Francia)
VERGOGNA!
Per favore, fate girare!!!!!!
Non è più una questione di TAV, ma di dittatura.

don Daniele







 
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